La NASA sta aggiornando le sue politiche per consentire agli astronauti di portare i moderni smartphone in missione, a partire da SpaceX Crew-12 e dall’imminente sorvolo lunare di Artemis II. Ciò segna un cambiamento significativo rispetto al fare affidamento su attrezzature più vecchie e specializzate per la fotografia e la comunicazione nello spazio.
Modernizzare la comunicazione spaziale
Il cambiamento, annunciato dall’amministratore della NASA Jared Isaacman tramite X (ex Twitter), consentirà agli equipaggi di catturare e condividere immagini e video più facilmente sia con le loro famiglie che con il pubblico. Ciò è particolarmente importante in quanto le missioni spaziali sottolineano sempre più l’impegno pubblico e ispirano le generazioni future. La missione SpaceX Crew-12, lanciata il 13 febbraio, ha già quattro astronauti a bordo della Stazione Spaziale Internazionale che utilizzano questa nuova capacità.
Un salto dai sistemi legacy
In precedenza, gli astronauti erano limitati a utilizzare DSLR e GoPro Nikon dell’era del 2016. Apple ha confermato che questa è la prima volta che un iPhone è stato completamente testato e approvato per un uso prolungato in orbita. La mossa implica una modernizzazione della tecnologia di bordo, allineandola ai dispositivi di uso quotidiano utilizzati sulla Terra.
Contesto storico: da Hasselblad agli smartphone
La fotografia è stata fondamentale per l’esplorazione spaziale sin dalle missioni Apollo. Le immagini iconiche dell’Apollo 11, catturate utilizzando fotocamere Hasselblad modificate nel 1969, rimangono alcune delle fotografie più riconoscibili della storia umana. Questa nuova politica si basa su quell’eredità, ma con uno strumento molto più accessibile e versatile. La missione Artemis II, il cui lancio è previsto per marzo, testerà ulteriormente questa capacità aggiornata inviando gli astronauti in un’orbita di 10 giorni attorno alla Luna.
La decisione di consentire agli smartphone di viaggiare nello spazio non è solo una questione di comodità; è un passo avanti per rendere i viaggi spaziali più riconoscibili e condivisibili, colmando il divario tra esplorazione ed esperienza pubblica.
