L’intelligenza artificiale generativa domina il gaming nel 2025: un’accoglienza mista

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Nel 2025, l’intelligenza artificiale generativa (AI) è diventata rapidamente una forza centrale nel settore dei videogiochi. I principali studi cinematografici abbracciano apertamente la tecnologia, citando miglioramenti in termini di efficienza, mentre molti sviluppatori indipendenti resistono alla sua invasione. Questo cambiamento evidenzia una tensione fondamentale: la promessa di un’intelligenza artificiale che razionalizza lo sviluppo rispetto alle preoccupazioni sull’integrità creativa, sulle pratiche lavorative e sull’impatto ambientale.

Rapida adozione dell’intelligenza artificiale da parte del settore

Il fermento attorno all’intelligenza artificiale ha eclissato le tendenze precedenti come i token non fungibili (NFT). Le aziende sostengono che l’intelligenza artificiale può democratizzare la creazione di giochi riducendo tempi e costi di sviluppo, due colli di bottiglia critici nel settore. Ubisoft, EA, Microsoft, Nexon, Krafton e Square Enix sono tra coloro che integrano attivamente l’intelligenza artificiale nei loro flussi di lavoro. Ubisoft ora utilizza l’intelligenza artificiale per generare dialoghi, mentre EA sta collaborando con Stability AI. Microsoft sfrutta l’intelligenza artificiale per l’analisi e la generazione del gameplay.

L’integrazione non si limita agli strumenti dietro le quinte; I contenuti generati dall’intelligenza artificiale compaiono già nelle versioni principali. ARC Raiders utilizzava l’intelligenza artificiale per i dialoghi dei personaggi, Call of Duty: Black Ops 7 presentava immagini generate dall’intelligenza artificiale e persino Clair Obscur: Expedition 33, il gioco dell’anno dell’anno, includeva temporaneamente immagini generate dall’intelligenza artificiale prima che fossero rimosse.

Una risposta divisa

Le reazioni dei giocatori e degli sviluppatori sono nettamente divise. Ai giocatori generalmente non piacciono le risorse generate dall’intelligenza artificiale quando vengono scoperte. Ubisoft ha rimosso i contenuti dell’IA da Anno 117: Pax Romana dopo il contraccolpo, mentre Activision ha difeso il mantenimento delle immagini dell’IA in Black Ops 7. I critici penalizzano anche i giochi per l’utilizzo dell’intelligenza artificiale; ARC Raiders ha ricevuto punteggi bassi in parte a causa dei dialoghi generati dall’intelligenza artificiale.

Gli sviluppatori sono altrettanto cauti ma pragmatici. Activision sostiene che l’intelligenza artificiale “potenzia” gli sviluppatori, non li sostituisce. EA insiste che l’intelligenza artificiale non apparirà in Battlefield 6, nonostante ne riconosca il potenziale. Il CEO di Larian Studios, Swen Vincke, ammette di aver utilizzato l’intelligenza artificiale per la generazione di concetti in Divinity, ma assicura ai giocatori che il prodotto finale sarà interamente realizzato dall’uomo.

La candida ammissione di Vincke sottolinea la motivazione di fondo del settore: la sopravvivenza. Ha dichiarato: “Non puoi permetterti di non provare le cose perché se qualcuno trova l’uovo d’oro e tu non lo usi, sei morto”. Altri CEO fanno eco a questo sentimento, ammettendo apertamente che l’adozione dell’IA è ormai data per scontata a tutti i livelli.

La realtà delle attuali prestazioni dell’IA

Nonostante l’hype, gli attuali strumenti di intelligenza artificiale non sono all’altezza delle aspettative. Il rapporto di Keyword Studios ha rilevato che l’intelligenza artificiale non può sostituire completamente il talento umano nello sviluppo di giochi. La bassa qualità delle risorse IA scoperte in Call of Duty e Pax Romana dimostra questa limitazione. I dialoghi generati dall’intelligenza artificiale negli NPC interattivi di Ubisoft sembrano innaturali e i giocatori stanno sfruttando i chatbot IA in Where Winds Meet per rompere il gioco.

La persistenza dell’intelligenza artificiale, nonostante le sue carenze, deriva dalle pressioni economiche e dalle richieste degli investitori. Le aziende stanno segnalando l’integrazione dell’intelligenza artificiale per attrarre capitali, anche se l’impatto della tecnologia è minimo. Il mercato azionario premia gli investimenti nell’intelligenza artificiale, incentivando gli studi cinematografici ad annunciare iniziative di intelligenza artificiale indipendentemente dai miglioramenti effettivi.

Resistenza indipendente e preoccupazioni etiche

Gli sviluppatori indipendenti, che devono affrontare le stesse pressioni economiche ma con meno risorse, stanno guidando la resistenza. Stanno attivamente contrassegnando i loro giochi come “privi di intelligenza artificiale”, sottolineando la creatività umana. Per molti, la sfida della risoluzione dei problemi e della generazione di idee è fondamentale per il fascino della creazione di giochi.

Le preoccupazioni etiche e ambientali alimentano ulteriormente questa opposizione. I risultati dell’intelligenza artificiale spesso si basano su materiale originale non compensato o accreditato in modo improprio. I data center basati sull’intelligenza artificiale consumano enormi quantità di energia, con un impatto sproporzionato sulle comunità emarginate.

L’intelligenza artificiale generativa nei giochi rimane un parafulmine: promette innovazione ma fornisce risultati disomogenei. Che diventi uno strumento rivoluzionario o un’altra tendenza fugace dipenderà dalla sua evoluzione e dalla volontà del settore di affrontarne le carenze.

In definitiva, il ruolo dell’intelligenza artificiale nei giochi sarà definito dal fatto che realizzi il suo potenziale o svanisca come gli NFT. Per ora, rimane una forza controversa, guidata da incentivi economici e oscurata da questioni etiche.