Google ha provvisoriamente accettato un risarcimento di 135 milioni di dollari in un’azione legale collettiva in cui si accusava la società di aver raccolto illegalmente i dati degli utenti attraverso il suo sistema operativo Android. Questo accordo, se approvato da un giudice, rappresenta uno dei più grandi accordi nel suo genere e solleva interrogativi sulle pratiche relative ai dati delle aziende tecnologiche.
Le accuse: raccolta di dati senza consenso
La causa sostiene che a partire dal 2017, il sistema operativo Android di Google ha raccolto automaticamente i dati cellulari degli utenti senza fornire un chiaro meccanismo di opt-out. Questa raccolta di dati è continuata anche quando gli utenti hanno disattivato i servizi di localizzazione o chiuso le app. I querelanti hanno sostenuto che ciò costituiva una violazione legale chiamata “conversione” – l’appropriazione non autorizzata di proprietà – che in genere non si traduce in risarcimenti così ingenti.
Google nega qualsiasi illecito ma ha accettato di aggiornare le sue pratiche come parte dell’accordo. Secondo il portavoce di Google José Castañeda, l’accordo risolve “pratiche industriali standard errate che mantengono Android sicuro” e includerà “ulteriori informazioni per fornire alle persone maggiori informazioni su come funzionano i nostri servizi”.
Quali cambiamenti si verificheranno?
L’accordo obbliga Google ad apportare diverse modifiche chiave alle sue politiche di raccolta dei dati:
- Consenso esplicito: agli utenti Android verrà ora richiesto un consenso più chiaro durante la prima configurazione di nuovi dispositivi.
- Attiva/disattiva disattivazione: verrà aggiunto un pulsante di attivazione/disattivazione per consentire agli utenti di disattivare determinati tipi di raccolta dati.
- Informativa trasparente: Google fornirà spiegazioni più dettagliate sulle proprie pratiche di raccolta dati.
Questi cambiamenti sono significativi perché affrontano direttamente il problema principale: la mancanza di controllo da parte degli utenti sui dati personali. Questo accordo è un segnale che i tribunali sono sempre più disposti a ritenere le aziende tecnologiche responsabili di aver oltrepassato i limiti della privacy.
Chi viene pagato e quanto?
L’accordo è preliminare e richiede l’approvazione del tribunale. Se finalizzati, i pagamenti saranno limitati a $ 100 a persona. Fondamentalmente, solo coloro che ormai hanno aderito all’azione legale collettiva probabilmente riceveranno del denaro.
Il contesto più ampio è che questo non è un incidente isolato: Google ha recentemente accettato un accordo separato da 68 milioni di dollari per problemi di raccolta dati con il suo Assistente Google (ora Gemini for Home). In quel caso, gli utenti affermavano che il dispositivo intelligente li ascoltava senza attivazione, portando al targeting degli annunci basato su informazioni non condivise. A differenza del caso Android, i pagamenti dell’Assistente Google saranno automatici, senza bisogno di alcun modulo di richiesta.
Cosa significa per la privacy dei dati
L’accordo Android rafforza una tendenza crescente al controllo legale sulle pratiche relative ai dati delle aziende tecnologiche. Evidenzia la tensione tra la necessità di dati da parte delle aziende per migliorare i servizi e il diritto alla privacy degli utenti. Questo caso probabilmente influenzerà il modo in cui altre aziende tecnologiche affrontano la raccolta dei dati e la trasparenza, spingendole verso meccanismi di consenso più espliciti e un maggiore controllo da parte degli utenti.
L’accordo segnala che i tribunali sono disposti a far rispettare questi limiti, anche contro i giganti del settore.





























