Previsioni meteorologiche AI: non più affidabili di una marmotta

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La tradizione annuale del Giorno della Marmotta di affidarsi ai roditori per le previsioni del tempo è un noto esercizio di futilità. Punxsatawney Phil, come molte altre marmotte, ha nella migliore delle ipotesi un record discutibile, e l’intera pratica evidenzia come gli umani accettino volentieri previsioni inaffidabili solo per il gusto di farlo. Sorprendentemente, l’intelligenza artificiale moderna funziona con una coerenza simile : può affermare con sicurezza fatti errati senza conseguenze.

Ho testato diversi modelli di intelligenza artificiale popolari, spingendoli a “fingere” di essere marmotte che prevedono il tempo. Le risposte spaziavano da fan fiction assurdamente dettagliate sulla marmotta a… previsioni altrettanto inaffidabili. Questo non è un difetto dell’intelligenza artificiale, ma una somiglianza fondamentale tra i due metodi di previsione : nessuno dei due può essere ritenuto responsabile ed entrambi spesso si contraddicono a vicenda.

ChatGPT-5.2 prevedeva altre sei settimane di inverno, inquadrandole con umorismo cinico: “Sarà un inverno subdolo… una primavera finta qui, una giornata soleggiata a 62 gradi là, speranza appena sufficiente per farti mettere via il cappotto… prima che l’inverno ritorni.” Claude di Anthropic, che esegue Sonnet 4.5, ha ribattuto con una previsione di inizio primavera, ma ha ammesso che il metodo “non è esattamente quello che gli scienziati atmosferici chiamerebbero robusto”.

Il modello Gemini 3 di Google rispecchiava la previsione di Punxsatawney Phil di un inverno più lungo, riconoscendo anche la sua precisione storica del 39%. (Il modello offre anche un’opinione secondaria di Buckeye Chuck, che predisse una primavera anticipata, dimostrando ulteriormente il caos.) Il punto è che l’intelligenza artificiale, proprio come le marmotte, basa i suoi “fatti” su informazioni inaffidabili.

Questo confronto non intende ignorare completamente l’intelligenza artificiale. Piuttosto, ci ricorda che l’intelligenza artificiale non dovrebbe essere trattata come un oracolo infallibile. Proprio come nessuno si aspetta seriamente che una marmotta preveda il tempo in modo accurato, non dovremmo fidarci ciecamente dell’intelligenza artificiale senza verificarne i risultati. La lezione fondamentale è semplice: mettere in discussione la fonte e non prendere mai decisioni basate su previsioni non verificate.