Meta consentirà ora ai fornitori di chatbot IA di terze parti di operare su WhatsApp in Brasile, a seguito di una sentenza dell’autorità di regolamentazione antitrust del paese, CADE. Questa mossa rispecchia una recente decisione presa in Europa, dove la società ha analogamente aperto la sua piattaforma ai concorrenti. Il cambiamento arriva dopo che CADE ha respinto l’appello di Meta per bloccare un precedente ordine che impediva alla società di limitare i chatbot AI di terze parti su WhatsApp.
La battaglia dell’Antitrust e la decisione del CADE
CADE ha stabilito che vietare i chatbot AI rivali su WhatsApp danneggerebbe ingiustamente la concorrenza. Secondo l’autorità di regolamentazione, WhatsApp detiene una quota di mercato significativa nella messaggistica istantanea brasiliana, rendendo tali restrizioni particolarmente dannose per l’innovazione. La sentenza sottolinea che il tentativo di Meta di controllare il panorama dei chatbot basati sull’intelligenza artificiale era “non proporzionato” e potrebbe soffocare la scelta dell’utente.
Risposta di Meta e nuova struttura dei prezzi
Di fronte alla pressione normativa, Meta ha annunciato che consentirà ai chatbot AI di terze parti di utilizzare la sua API WhatsApp Business, ma a un costo. A partire dall’11 marzo, la società addebiterà 0,0625 dollari per “messaggio non modello” in Brasile. Meta sostiene che questo prezzo è necessario perché la sua API non è stata progettata per i chatbot AI e che mettono a dura prova i suoi sistemi.
“Laddove siamo legalmente obbligati a fornire chatbot IA tramite l’API aziendale di WhatsApp, stiamo introducendo prezzi per le aziende che scelgono di utilizzare la nostra piattaforma per fornire tali servizi.” — Portavoce di Meta
Preoccupazioni degli sviluppatori e vittoria di Zapia
Nonostante la vittoria normativa, alcuni sviluppatori esprimono esitazione nel tornare su WhatsApp a causa della struttura dei prezzi di Meta. La tariffa di $ 0,0625 per messaggio è considerata elevata e potrebbe aumentare significativamente i costi per i fornitori di chatbot. Zapia, una delle aziende che hanno presentato denuncia al CADE, ha accolto la decisione come una vittoria per la concorrenza.
“La concorrenza e l’impedimento alle aziende potenti di limitare il modo in cui l’innovazione raggiunge gli utenti”, ha affermato Zapia. La società prevede di continuare a sfidare restrizioni simili in altri paesi dell’America Latina.
Le implicazioni di questa decisione sono chiare: Meta è costretta ad aprire la sua piattaforma nei mercati chiave, ma lo sta facendo a condizioni che potrebbero comunque scoraggiare l’adozione diffusa di chatbot IA di terze parti. Questa situazione evidenzia la crescente tensione tra il dominio delle grandi tecnologie e la necessità di ecosistemi aperti e competitivi nel panorama dell’IA in rapida evoluzione.




























