I social media, un tempo un semplice strumento per connettersi con gli amici, si sono trasformati in un caotico ecosistema di algoritmi, pubblicità e tendenze implacabili. Questo cambiamento, soprannominato “enshittification” dal giornalista Cory Doctorow, descrive come le piattaforme diano priorità al profitto rispetto all’esperienza dell’utente, portando a un calo della qualità e a una crescente frustrazione. Gli utenti sono ora attivamente alla ricerca di alternative poiché le principali piattaforme come X (ex Twitter) e Meta lottano con problemi di moderazione e una schiacciante saturazione degli annunci.
L’anno 2026 probabilmente accelererà queste tendenze, poiché l’intelligenza artificiale (AI) diventerà ancora più integrata nei social media mentre la regolamentazione fatica a tenere il passo. Questo articolo esamina come i limiti di età, il controllo dell’intelligenza artificiale e l’ascesa di piattaforme di nicchia ridefiniranno il panorama sociale nel prossimo anno.
La spinta normativa: proteggere i giovani ed esigere trasparenza
Il dibattito sulla sicurezza online e sulla regolamentazione dell’IA continuerà ad intensificarsi. A seguito del divieto imposto dall’Australia ai social media per i minori di 16 anni, i legislatori globali sono sempre più concentrati sulla protezione dei minori rispettando al tempo stesso il loro diritto all’informazione. Paolo Carozza, membro dell’Organismo di Vigilanza di Meta, sottolinea la tensione: “Capire meglio come dovremmo tutelare i giovani e tutelare le libertà dei giovani… è una tensione davvero difficile.”
Tuttavia, la protezione non riguarda solo i limiti di età. La trasparenza è fondamentale. Carozza sostiene che gli utenti devono sapere con chi stanno interagendo e dove provengono le informazioni. Questa spinta alla chiarezza si estende ai contenuti generati dall’intelligenza artificiale, che richiedono una moderazione più rigorosa alla fonte, non solo sulle piattaforme stesse. L’Organismo di Vigilanza intende sviluppare le migliori pratiche per le aziende di intelligenza artificiale per garantire un’integrazione responsabile.
AI: la spada a doppio taglio
L’intelligenza artificiale è ora fondamentale per i social media, poiché alimenta qualsiasi cosa, dall’analisi alla creazione di contenuti. Aziende come Meta e xAI (l’impresa AI di Elon Musk) stanno investendo molto in modelli di intelligenza artificiale avanzati come gli “agenti generici” di Manus e Grok 5, che vanta 6 trilioni di parametri. Sebbene l’intelligenza artificiale prometta miglioramenti in termini di efficienza, soprattutto nella moderazione dei contenuti, presenta anche dei rischi.
Eliminare il controllo umano può portare a errori e conseguenze indesiderate, come dimostrato dal recente scandalo di Grok che coinvolge la generazione di immagini inappropriate. Carozza avverte: “L’intelligenza artificiale ci consente di moderare in modo più efficace su larga scala… ma dobbiamo essere molto cauti, perché escludendo gli esseri umani dal giro, stiamo anche mettendo a rischio alcune cose.” Trovare un equilibrio tra automazione e giudizio umano è fondamentale.
L’esodo verso le alternative: profondità su scala
La frustrazione nei confronti delle piattaforme tradizionali sta spingendo gli utenti verso alternative più piccole e guidate dalla comunità. Secondo il Pulse Survey 2025 di Sprout Social, circa la metà degli utenti globali desidera trascorrere più tempo su queste piattaforme. Dall’acquisizione di X da parte di Elon Musk, c’è stato un aumento degli utenti che migrano su Mastodon, Threads, BlueSky, Reddit, Discord, Substack e Patreon.
Scott Morris, CMO di Sprout Social, prevede un cambiamento decisivo: “Nel 2026, i social media si muoveranno decisamente verso la profondità su larga scala.” Gli utenti cercano autenticità, interessi di nicchia e connessione autentica piuttosto che scorrimento infinito e manipolazione algoritmica. Anche i creatori di contenuti stanno sfuggendo alla pressione del costante abbandono di contenuti a favore di piattaforme in linea con la loro esperienza. Il successo in questa nuova era dipenderà da un coinvolgimento significativo e dalla comprensione delle preferenze degli utenti.
In conclusione, il 2026 segnerà un punto di svolta per i social media. La regolamentazione, i progressi dell’intelligenza artificiale e la migrazione degli utenti rimodelleranno il panorama, costringendo le piattaforme ad adattarsi o rischiando l’obsolescenza. Il futuro privilegia l’autenticità, la trasparenza e l’attenzione alla qualità piuttosto che alla quantità.





























