La corsa all’oro dell’intelligenza artificiale: perché i family office stanno bypassando i VC per investire direttamente

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Per decenni, il percorso tradizionale utilizzato da individui facoltosi per accedere a startup ad alta crescita è stato semplice: investire in fondi gestiti da società consolidate di Venture Capital (VC). Tuttavia, l’attuale boom dell’intelligenza artificiale sta alterando radicalmente questa dinamica. Spinti da un senso di urgenza, i family office e i gestori patrimoniali privati ​​stanno sempre più aggirando gli intermediari per assicurarsi partecipazioni dirette nelle società di intelligenza artificiale.

Il passaggio dagli investimenti passivi a quelli attivi

Il passaggio agli investimenti diretti è alimentato da un cambiamento significativo nel ciclo di vita delle aziende moderne. Poiché le aziende rimangono private per periodi più lunghi e il mercato delle IPO rimane contenuto, la crescita più esplosiva avviene a porte chiuse.

Mitch Stein, fondatore di Arena Private Wealth, osserva che la finestra principale per rendimenti massicci si sta verificando ben prima che una società raggiunga la borsa pubblica. Ciò ha portato a un perno strategico tra gli investitori con un patrimonio netto elevato:

  • Accesso diretto alla tabella dei limiti: Invece di essere soci accomandanti passivi in un fondo di capitale di rischio, gli investitori cercano la proprietà diretta nelle startup.
  • Partecipazione attiva: Aziende come Arena si stanno trasformando da semplici “allocatori” di capitale a partecipanti attivi, spesso occupando posti nel consiglio di amministrazione e svolgendo un ruolo nella governance dell’azienda.
  • Modelli di incubazione: Alcuni family office agiscono addirittura come incubatori, seminando i primi milioni, assumendo ruoli operativi e essenzialmente costruendo nuove società di intelligenza artificiale da zero.

La “paura di perdere qualcosa” contro la necessità strategica

L’intensità di questa tendenza è supportata dai dati. Secondo la ricerca di BNY Wealth, l’83% dei family office considera l’intelligenza artificiale una priorità strategica assoluta per i prossimi cinque anni. Solo nel mese di febbraio, i family office hanno effettuato 41 investimenti diretti in startup, quasi tutti incentrati sull’intelligenza artificiale.

Non si tratta solo di inseguire le tendenze; si tratta della sopravvivenza percepita in un panorama tecnologico in evoluzione. Come afferma Ari Schottenstein, responsabile delle alternative di Arena, l’infrastruttura mondiale dell’intelligenza artificiale viene costruita in tempo reale. Per molti investitori, il rischio maggiore non è più la volatilità di un investimento nell’intelligenza artificiale, ma piuttosto la completa mancanza di esposizione alla tecnologia.

Esempi di alto profilo illustrano questa concentrazione di ricchezza che si sposta verso l’intelligenza artificiale:
Emerson Collective (Laurene Powell Jobs) investe in World Labs.
– Il family office di Azim Premji investe in Runway.
Hillspire (Eric Schmidt) investe in Goodfire.

La posta in gioco è alta e la rigorosa due diligence

Investire direttamente in singoli asset è molto diverso dal tradizionale modello VC. Mentre un’azienda di venture capital gestisce un ampio portafoglio in cui il “fallimento” è previsto e modellato in matematica, gli investitori diretti spesso accettano scommesse concentrate e ad alta posta.

Quando un’impresa di investimento decide di condurre direttamente un round, il margine di errore scompare. Questa necessità di precisione ha portato ad un approccio più rigoroso alla due diligence:

  1. Convalida tecnica: utilizzo di esperti di terze parti per verificare che la tecnologia di una startup funzioni effettivamente come dichiarato.
  2. Lettura del segnale: Analizzare la “tabella dei limiti” (l’elenco dei proprietari dell’azienda) per vedere chi altro sta investendo. Ad esempio, vedere coinvolta una potenza come Arm serve come convalida della legittimità tecnica di una startup.
  3. Verifica del cliente: Conferma che la startup ha clienti “iperscaler” (come Oracle), il che dimostra che il prodotto ha un’utilità nel mondo reale.

“Non gestiamo rendimenti a livello di portafoglio. Non modelliamo il fallimento in base a una singola transazione patrimoniale”, afferma Mitch Stein. “Stiamo assumendo un’enorme quantità di rischi concentrando il capitale del cliente.”

Conclusione

La rivoluzione dell’intelligenza artificiale sta rimodellando la gerarchia della finanza, consentendo ai family office di agire come architetti diretti della nuova economia. Allontanandosi dalle tradizionali strutture di VC, questi investitori stanno barattando la sicurezza della diversificazione con il potenziale ad alto rendimento della proprietà diretta e concentrata nelle tecnologie che definiranno il futuro.