Aumentano le tensioni commerciali: Trump minaccia le tariffe del Regno Unito sulla tassa sui servizi digitali

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Aumentano le tensioni commerciali: Trump minaccia le tariffe del Regno Unito sulla tassa sui servizi digitali

Si sta preparando un significativo stallo diplomatico ed economico tra gli Stati Uniti e il Regno Unito. Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha minacciato di imporre tariffe sostanziali sui beni del Regno Unito a meno che il governo britannico non abroghi la Digital Services Tax (DST), un’imposta che colpisce specificamente i ricavi delle principali aziende tecnologiche.

Il nocciolo del conflitto: cos’è l’ora legale?

Introdotta il 1° aprile 2020, la tassa sui servizi digitali del Regno Unito è un imposta del 2% sui ricavi generati da specifiche attività digitali nel Regno Unito. L’imposta si concentra su tre settori primari:
Piattaforme di social media
Motori di ricerca online
Mercati online

Per evitare che la tassa colpisca le piccole imprese locali, il Regno Unito ha fissato soglie elevate di ammissibilità. Una società è soggetta all’ora legale solo se le sue entrate digitali globali superano i 500 milioni di sterline e le sue entrate digitali specifiche per il Regno Unito superano i 25 milioni di sterline.

Poiché il panorama tecnologico globale è dominato dai giganti americani, la tassa colpisce in modo sproporzionato aziende come Alphabet (Google), Meta e Amazon. Anche se il governo britannico sostiene che l’imposta è “agnostica” rispetto alla sede centrale di una società e si applica alle imprese indipendentemente dalla nazionalità, il risultato pratico è un pesante impatto sulle società con sede negli Stati Uniti.

Perché Washington sta reagendo

Il presidente Trump ha definito la tassa un attacco diretto agli interessi economici americani. Dal suo punto di vista, la DST è una misura discriminatoria progettata per “sfruttare” le aziende di maggior successo al mondo.

“Non mi piace quando prendono di mira le aziende americane… che ci piacciano o non ci piacciano, sono aziende americane e le migliori aziende del mondo”, ha dichiarato Trump dallo Studio Ovale.

Il Presidente ha segnalato che gli Stati Uniti non si limiteranno a protestare ma ricambiano. Ha minacciato di imporre tariffe al Regno Unito che siano “uguali o superiori” alle entrate raccolte attraverso la tassa digitale.

Il contesto: una tendenza globale contro una misura temporanea

Per capire perché questa controversia è così persistente, è necessario guardare al panorama più ampio della tassazione internazionale:

1. Un movimento globale

Il Regno Unito non è il solo a perseguire le imposte digitali. Un numero crescente di nazioni ha implementato tasse simili per catturare le entrate dell’economia digitale, tra cui Francia, Spagna, Italia, Austria, Danimarca, Ungheria, Polonia, Portogallo, Svizzera e Turchia. Queste misure riflettono una tendenza globale in cui i governi cercano di tassare i profitti dove si trovano gli utenti, piuttosto che solo dove ha sede legale l’azienda.

2. L’argomento del “tappabuchi”.

Il governo del Regno Unito descrive l’ora legale come una misura provvisoria. Inizialmente doveva servire come soluzione temporanea mentre la comunità internazionale lavorava verso un quadro fiscale globale unificato. Tuttavia, poiché un accordo internazionale permanente non è riuscito a concretizzarsi, il Regno Unito ha continuato a riscuotere l’imposta. Nel periodo 2025-26, l’ora legale ha raccolto 944 milioni di sterline, un aumento del 17% rispetto all’anno precedente.

3. Attriti normativi

Oltre alla tassazione diretta, gli Stati Uniti hanno espresso preoccupazione anche per quanto riguarda le normative digitali più ampie, come il Digital Markets Act dell’Unione Europea. L’amministrazione americana vede questi vari sforzi legislativi – che vanno dalle tasse alle norme anticoncorrenziali – come un tentativo coordinato di ostacolare il dominio tecnologico americano.


Conclusione:
La disputa evidenzia un disaccordo fondamentale su come l’economia digitale dovrebbe essere tassata: il Regno Unito lo vede come un modo necessario per garantire che i giganti digitali contribuiscano alle entrate locali, mentre gli Stati Uniti lo vedono come un attacco protezionistico contro l’industria americana. L’esito di questa situazione di stallo potrebbe rimodellare le relazioni commerciali transatlantiche.